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IL BOLLETTINO

Il Santo Padre Benedetto XVI ha annunciato l’Anno della fede che avrà inizio in occasione del 50° di apertura del Concilio Vaticano II, l’11 ottobre 2012 e si chiuderà con la Solennità di Cristo Re il 24 novembre 2013.
Abbiamo un anno per prepararci a celebrare con gratitudine e con frutto questo Anno di grazia che risveglierà e incrementerà la nostra fede personale ed ecclesiale e ci abiliterà ad una testimonianza più coerente e coraggiosa.
Dal Motu proprio del 17 ottobre 2011 articolato in 15 punti diamo qui il primo periodo iniziale e i numeri 8 e 9 invitandovi tutti, cari amici e devoti della Madonna a leggere e meditare tutto il documento. Auguriamo a tutti di vivere santamente il tempo dell’Avvento, la Novena e Solennità della Immacolata, la Novena e la Solennità del S. Natale e le feste che lo seguono.
Auguri da tutti i Padri del Santuario e dei nostri seminaristi; auguri dai bambini del Magnificat e da tutti i fedeli che frequentano il Santuario.

P.G.

Anno della FEDE

1. La “porta della fede” (cfr At 14,27) che introduce alla vita di comunione con Dio e permette l’ingresso nella sua Chiesa è sempre aperta per noi. […]
8. In questa felice ricorrenza, intendo invitare i Confratelli Vescovi di tutto l’orbe perché si uniscano al Successore di Pietro, nel tempo di grazia spirituale che il Signore ci offre, per fare memoria del dono prezioso della fede. Vorremmo celebrare questo Anno in maniera degna e feconda.
Dovrà intensificarsi la riflessione sulla fede per aiutare tutti i credenti in Cristo a rendere più consapevole ed a rinvigorire la loro adesione al Vangelo, soprattutto in un momento di profondo
cambiamento come quello che l’umanità sta vivendo.
Avremo l’opportunità di confessare la fede nel Signore Risorto nelle nostre Cattedrali e nelle chiese di tutto il mondo; nelle nostre case e presso le nostre famiglie, perché ognuno senta forte l’esigenza di conoscere meglio e di trasmettere alle generazioni future la fede di sempre. Le comunità religiose come quelle parrocchiali, e tutte le realtà ecclesiali antiche e nuove, troveranno il modo, in questo Anno, per rendere pubblica professione del Credo.
9. Desideriamo che questo Anno susciti in ogni credente l’aspirazione a confessare la fede in pienezza e con rinnovata convinzione, con fiducia e speranza. Sarà un’occasione propizia anche per intensificare la celebrazione della fede nella liturgia, e in particolare nell’Eucaristia, che è “il culmine verso cui tende l’azione della Chiesa e insieme la fonte da cui promana tutta la sua energia”. Nel contempo, auspichiamo che la testimonianza di vita dei credenti cresca nella sua credibilità. Riscoprire i contenuti della fede professata, celebrata, vissuta e pregata, e riflettere sullo stesso atto
con cui si crede, è un impegno che ogni credente deve fare proprio, soprattutto in questo Anno.
Non a caso, nei primi secoli i cristiani erano tenuti ad imparare a memoria il Credo. Questo serviva loro come preghiera quotidiana per non dimenticare l’impegno assunto con il Battesimo.
Con parole dense di significato, lo ricorda sant’Agostino quando, in un’Omelia sulla redditio symboli, la consegna del Credo, dice: “Il simbolo del santo mistero che avete ricevuto tutti insieme e che oggi avete reso uno per uno, sono le parole su cui è costruita con saldezza la fede della madre Chiesa sopra il fondamento stabile che è Cristo Signore … Voi dunque lo avete ricevuto e reso, ma nella mente e nel cuore lo dovete tenere sempre presente, lo dovete ripetere nei vostri letti, ripensarlo nelle piazze e non scordarlo durante i pasti: e anche quando dormite con il corpo, dovete vegliare in esso con il cuore”.
Dato a Roma, presso San Pietro l’11 ottobre dell’Anno 2011 settimo di Pontificato.

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