“Sacerdote, chi
sei?
Non sei da te, perché sei nulla.
Non sei per te, perché mediatore degli uomini.
Non sei tuo, perché sposo della Chiesa.
Non sei di te libero, perché servo di tutti.
Non sei tuo, perché sei Dio.
Sacerdote, dunque chi sei?
Nulla e tutto!”
S. Agostino
Nostro Prediletto Sacerdote:
Guarda le palme delle tue mani e ritorna con la mente
al giorno in cui il tuo Vescovo le unse e ti mandò per
amarci e servirci… ricorda i progetti che tu hai
avuto quel giorno per queste mani per riunire ed amministrare
la tua gente!… Ripensa ai bimbi che queste mani
hanno battezzato… pensa ai fanciulli che queste
mani hanno preparato alla Prima Comunione e Cresima…
Pensa alle centinaia di omelie che queste mani hanno
scritto; parole scelte con cura che hanno trasformato
delle vite…
Pensa alle innumerevoli volte che queste mani sono state
alzate benedicendo e perdonando nel Sacramento della
Riconciliazione
Ora pensa alla tua ultima Messa, e a tante altre, quando
hai preso del semplice pane e vino nelle tua mani e li
hai cambiati nel Corpo e Sangue di Gesù Cristo…
Pensa alle mani, le nostre mani, nelle quali hai posto
il Suo Prezioso Corpo ed il Calice del Suo Prezioso Sangue.
Pensa ai ritiri, alle missioni, ai giorni e alle notti
di rinnovamento che queste mani hanno preparato…
Pensa alle persone che queste mani hanno riunito e toccato
ed inviato nel mondo dopo queste esperienze, con una
nuova comprensione e amore gli uni per gli altri e per
la nostra Chiesa Cattolica…
Pensa alle volte che queste mani si sono allungate ed
hanno afferrato le nostre in amorevole cerchio in preghiera…
Pensa alle mani dei giovani e nervose, che le tue mani
hanno unito nel Sacramento del Matrimonio…
Pensa agli ammalati di mente e di corpo che sono venuti
da te in cerca di aiuto e che se ne sono poi andati con
una speranza viva nel cuore…
Pensa ai corpi morenti che queste mani hanno unto per
il Paradiso. Oggi, noi ungiamo nuovamente le tue mani
con il nostro amore; con l’amore dell’intera
famiglia cattolica.
Se mai nei giorni a venire, ti senti solo e scoraggiato,
per favore ricorda queste parole. Per favore alza le
tue mani e guardate e ricorda come esse ci hanno nutrito
con il Pane della Vita, come hanno riportato speranza
nelle nostre vite, come ci hanno confortato; guariti
e dato il benvenuto a casa di nuovo nella nostra Chiesa.
Vorremmo poterti prendere per mano e sostare al più congestionato
incrocio della città e gridare al mondo, “Guardate
tutti, questo è il nostro prediletto Sacerdote,
del quale siamo tutti compiaciuti”.
Queste tue mani del Sacramento del Santo Ordine. Noi
le veneriamo e non possiamo vivere le nostre vite e senza
di esse… senza te.
Grazie per il tuo servire devoto ed amorevole.
Siamo tanto orgogliosi che tu sei il NOSTRO Prediletto
Sacerdote.
Abbiamo bisogno di preti, Signore, ma di preti fatti sul Tuo stampo;
non vogliamo sgorbi, non vogliamo “occasionali”, ma preti
autentici, che ci trasmettano Te senza mezzi termini, senza ristrettezze,
senza paure. Vogliamo preti “a tempo pieno”, che consacrino
ostie, ma soprattutto anime, trasformandole in Te; preti che parlino
con la vita, più che con la parola e gli scritti; preti che
spendano il loro sacerdozio anziché studiare di salvaguardarne
la dignità.
Sai bene, Signore, che l’uomo della strada non è molto
cambiato da quello dei tuoi tempi; ha ancora fame; ha ancora sete;
fame e sete di Te, che solo tu puoi appagare. Allora donaci preti
stracolmi di Te, come un Curato d’Ars, preti che sappiano irradiarti;
preti che ci diano Te. Di questo, solo di questo noi abbiamo bisogno.
Perdona la mia impertinenza: tieniti i preti dotti; tieniti i preti
specializzati, i preti eloquenti, i preti che san fare schemi, inchieste,
rilievi. A noi, Signore, bastano i preti dal cuore aperto, dalle
mani forate, dallo sguardo limpido. Cerchiamo preti che sappiano
parlare con Te, pregare più che organizzare, preti che sappiano
parlare con Te, perché quando un prete prega, il popolo è sicuro.
Oggi si fanno richieste, si fanno sondaggi su come sarà, su
come la gente vuole il prete. Non ho mai risposto a queste inchieste,
ma a Te, Signore, posso e voglio dirlo: il prete io lo voglio impastato
di preghiera. Donaci, o Signore, preti dalle ginocchia robuste, che
sappiano sostare davanti a Te, preti che sappiano adorare, impetrare,
espiare; preti che non abbiano altro recapito che il tuo Tabernacolo.
E dimenticavo: rendici degni di avere tali preti.
O Gesù / Sommo ed Eterno Sacerdote, / conserva i tuoi sacerdoti
/ nel sicuro rifugio del Tuo Sacro Cuore, / dove nessuno ardisce
toccarli. / Custodisci senza macchia le loro mani consacrate / che
ogni giorno toccano il Tuo sacro Corpo. / Conserva immacolate le
loro labbra, / imporporate dal Tuo preziosissimo Sangue. / Mantieni
puri ed innocenti i loro cuori, / segnati dal sublime carattere /
del Tuo glorioso sacerdozio. / Il tuo santo amore li circondi / e
la Tua santa Madre li difenda / da ogni critica e da ogni mondano
contagio. / Da’ loro, o Gesù, / col potere di trasformare
il pane e il vino, / quello di trasformare anche i cuori. / E quando
vengono per loro / i momenti della tristezza e dell’abbandono,
/ manda i tuoi Angeli a confortarli. / Benedici il loro apostolato,
/ rendilo fecondo di abbondanti frutti / e dà loro la corona
della vita eterna./ Amen!
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