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| GLI OBLATI DI S. GIUSEPPE - Il
miracolo |
L’episodio avvenne a Ranquish,
distretto di Pomabamba, dipartimento di Ancash (Perù). Il villaggio
di Ranquish si trova sulle Ande a 3800 metri di altitudine.
La sera del 14 maggio 1998 i due fanciulli, Alfredo e Isila, dopo aver
giocato vicino a una pozzanghera, erano completamente inzuppati e dovettero
togliersi i vestiti rimanendo al freddo. Occorre tener presente che in
questa località l’escursione termica è notevole:
la temperatura di notte scende a -5° per salire anche a +24° durante
il giorno; il gelo per i due fratellini fu fatale. Dopo averli coricati,
la mamma si rese conto che stavano molto male: avevano un respiro affannoso,
febbre molto alta, deliravano e accusavano dolore alle costole. Fu chiamato
il sanitario perché visitasse i due fanciulli e prestasse qualche
cura, e poiché era specializzato in malattie infantili diagnosticò che
Alfredo e Isila erano affetti da bronconeumonia ed era necessario ricoverarli
subito in ospedale. Purtroppo quello più vicino si trova a Pomabamba
e bisogna recarsi a piedi o a dorso di qualche cavalcatura impiegando
non meno di quattro ore; per di più le famiglie povere delle Ande
non hanno mezzi per pagare il ricovero e non nutrono grandi speranze
perché anche in ospedale sono morti in parecchi per questa malattia.
I genitori dei due piccini, temendo che i loro figli morissero durante
il viaggio, non accettarono il consiglio del pediatra che a quel punto
disse loro: «L’unica medicina che posso consigliarvi è quella
di invocare l’intervento del beato Marello».
Nel villaggio di Ranquish c’è una cappella dedicata al beato
Marello del quale si venerava un’immagine che il parroco, padre
Cesar Vasquez, aveva avuto. In quei giorni si attendeva l’arrivo
di un busto del beato Marello: il sacerdote era riuscito a procurarlo
e quando gli incaricati che lo trasportavano giunsero a Viudapampa, un
folto gruppo di abitanti di Ranquish si recò ad accogliere l’immagine.
Alfredo e Isila, che giacevano a letto sfiniti, al sentire che era arrivata
l’effigie del Marello si alzarono improvvisamente guariti e insieme
alla mamma si unirono agli altri fedeli per recarsi a Viudapampa. Calava
la sera, ma si intrattennero in preghiere e canti dalle 17 alle 20 per
ringraziare del miracolo ottenuto: era il 17 maggio 1998.
Altro aspetto interessante di questo evento miracoloso fu un sogno che
la signora Maura, la mamma dei fanciulli guariti, raccontò nella
cappella del villaggio quando ancora i suoi figli erano gravissimi: aveva
sognato il beato Marello che le diceva di essere in viaggio diretto a
Huari e che sarebbe tornato da lei per guarire i suoi figlioli. Erano
presenti diversi fedeli di Ranquish che udirono quanto la donna raccontava.
Questo fatto prodigioso è stato sottoposto a un processo della
prelatura di Huari, da cui dipende il villaggio di Ranquish. La documentazione è stata
consegnata alla Congregazione delle Cause dei Santi per ottenere la canonizzazione
del fondatore degli Oblati di San Giuseppe e si è già ottenuto
il decreto sulla validità del processo diocesano che si è svolto
a Pomabamba. È anche pronto il sommario, cioè la sintesi
dei documenti, che verrà sottoposto al giudizio della consulta
dei medici e dei teologi. Si spera che venga riconosciuta la guarigione
dei due fanciulli come un fatto inspiegabile secondo i criteri della
medicina umana. Invitiamo i lettori di “Maria SS. dello Sterpeto” e
gli amici degli Oblati di San Giuseppe a intensificare le loro preghiere
affinché questa guarigione venga riconosciuta come miracolo ottenuto
per intercessione del beato Marello, ma soprattutto chiediamo che ognuno
renda grazie al Signore per aver benedetto con questa grazia una terra
povera come quella delle Ande, mostrandoci quanto il suo amore di Padre
si riversa teneramente sui suoi figli fiduciosi.
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